Rubrica

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rubrica parole e libertà

Ogni settimana un intervento del poeta Davide Rondoni sulle parole e la libertà, con lo scopo di mettere a fuoco una o più parole, prese da testi poetici, articoli o avvenimenti e la libertà, quel qualcosa che ci rende persone e ci differenzia dal resto.

I puntata

Winston Smith, il protagonista di "1984" di George Orwell, appunta sul suo diario in riferimento al potere: "Capisco COME, ma non capisco PERCHÉ".

II puntata

La parola “natura” viene da “nascita”, dalla parola “nascor”. Nella nascita c’è tutto quello che dobbiamo sapere per avere una vita veramente naturale. Non si nasce né si vive secondo il proprio progetto.

III puntata

"La vera ricchezza è quello che hai negli occhi, non quello che hai in tasca."

IV puntata

"Non c’è la divisione del mondo in buoni e cattivi. La bontà è una faccenda che dobbiamo avere tutti."

V puntata

“Il popolo è e dovrebbe essere soprattutto il luogo della contentezza. L’uomo è fatto di contentezza. Ma cos’è la gioia? È la forza che viene dalla radice che può sopportare le prove e non si scoraggia.”

VI puntata

“Le elite non sono un’investitura divina, sono l’espressione di un popolo o meglio, di chi questo popolo lo ha diretto fino a questo momento. Se cambia il popolo, cambia anche l’elite.”

VII puntata

“Ci sono dei luoghi comuni, nella nostra epoca, che tendono a mettere a posto le coscienze, come se il problema fosse avere una coscienza a posto. Invece non bisogna sempre averla a posto, bisogna avere la coscienza inquieta alla ricerca di una verità più grande di sé.”

VIII puntata

“C’è una strana violenza che si sferra o si acumina contro i corpi che si sono generati o ci hanno generato. È vero che il corpo è uno scandalo nella nostra epoca, ma rimane nella sua gravità, nella sua bellezza, nella sua imponente presenza e alterità.”

IX puntata

“Oggi ognuno sente la necessità di staccare, magari dopo il lavoro o nel weekend, ma staccare da cosa? Forse da noi stessi, da qualche cosa che è una piccola identità del nostro io? Non dobbiamo staccare, ma aprirci, lanciarci, legarci a qualcosa di grande.”

X puntata

“La disponibilità sembra essere una delle parole chiave della nostra epoca. Grazie alla tecnologia tutto è molto disponibile: le informazioni, l’intrattenimento… tutto eccetto una cosa: sono poco disponibili le persone.”

XI puntata

“Siamo una società pedofila? C’è una sorta di uso dell’infanzia e dell’adolescenza come una ricerca di purezza. Cosa c’è in questo strano e pervertito uso, ormai fastidioso e dilagante, dei ragazzini come simboli?”

XII puntata

“Ci sono alcune avvisaglie della grande crisi della democrazia che sta attraversando l’Europa. La democrazia è frutto di una radice greca e cristiana della storia europea, dove ognuno e ogni pensiero vale.”

XIII puntata

“Intellettuali e giornalisti parlano di certi fenomeni di oggi come qualcosa di nuovo. Ma ci sono dei libri di autori importanti dell’Ottocento o del Novecento che parlavano già di questo uomo massa e della crisi della democrazia.”

XIV puntata

“L’amore è un grande motore come dice Dante. L’amore move il sole e le altre stelle. Appunto ci vuole l’amore e ci vogliono il sole e le altre stelle, la realtà, l’attenzione, la cura, il non pensare di essere soli. L’amore non può diventare un grande fatto narcisistico.”

XV puntata

A proposito dell’incendio di Notre Dame. “Bisogna interrogarsi a fondo quando succedono certe cose. Bisogna guardare di più, forse certe cose devono trasformarsi, soprattutto quando le abbiamo rese solo monumenti o quasi solo simboli.”

XVI puntata

A proposito degli attentati in Sri Lanka. “La Resurrezione nel giorno di Pasqua c’entra con la storia, come forza non solo come consolazione. La vita di questi martiri non è finita nel nulla. La Resurrezione è una forza per affrontare la vita, una bomba di bene.”

XVII puntata

“Una delle cause di questa epoca del narcisismo è nel concepire l’altro in funzione di se stessi. Il valutare una persona nella misura in cui fa attenzione alla nostra vita rovina il rapporto che abbiamo con lei.”

XVIII puntata

“Hanno riformato di nuovo l’esame di maturità, ma bisogna avere il coraggio di passare da una scuola della cultura come enciclopedia a una scuola come scoperta del talento.”

XIX puntata

“In questi giorni di polemiche intorno al tema “legalizzazione delle droghe”, forse vale la pena leggere cosa pensava un grande genio come Baudelaire.”

XX puntata

“Una delle parole che va più di moda oggi è l’aggettivo “strumentale”, ma abituarsi a vedere tutto così può essere comodo e tranquillizzante. In verità, se tutto è strumentale, nulla lo è.”

XXI puntata

“Oggi in tutta Italia si festeggia il bicentenario dell’Infinito di Leopardi. Questa poesia è grande e parla al cuore di tanti giovani. Anche in questo giorno giriamo mormorando la parola infinito, perché siamo fatti di infinito.”

XXII puntata

“I simboli sono importanti. Certo, possono essere sempre strumentalizzati, ma sono ciò che ci fanno capire che la vita non è solo burocrazia o potere. Meglio avere più simboli e più cose che si agitano. Scandalizzarsi per essi è un brutto segno.”

XXIII puntata

“La scuola sta finendo, finiamola finalmente, iniziamone una nuova. Bisogna cambiare l’impianto, passare da una scuola dell’enciclopedia a una scuola della persona. Serve un cambio radicale. Il mio è un appello agli insegnanti e ai governanti.”

XXIV puntata

“La fila continua, surreale sull’autostrada verso il mare. Tutti lì per andare verso il mare, perché l’uomo, come diceva Baudelaire in una sua poesia, ha dentro qualcosa come il mare e appena può ne sente il richiamo. Bisogna andare subito verso il mare appena si può.”

XXV puntata

“Sono contro l’esame di maturità perché sono contro il metodo scolastico che porta a questo esame. Non si tratta di non fare dei passaggi di iniziazione come tutte le civiltà umane hanno sempre fatto fare ai giovani. Occorre cambiare tutta la scuola, che non sta educando né istruendo i nostri ragazzi. Ne parlo nel mio libro “Contro la letteratura” e credo sia un momento buono per riflettere su questo.”

XXVI puntata

“La speranza in che cosa è differente da un sogno? Oggi ci sono tante situazioni che bisogna affrontare con una speranza dura, radicale. La speranza è diversa dall’aspirazione e dal sogno. È una bambina che si impegna allegramente con le cose, dice Peguy. È un impegno presente, non una chiacchiera sognante. Bisogna diffidare dei chiacchieroni sognanti e magari guardare chi si impegna.”

XXVII puntata

“L’estate può essere un momento di sorpresa. Triste è l’estate che inizia senza aspettarsi incontri, stupori, meraviglie. Bisogna tenere gli occhi ben aperti soprattutto d’estate e spero sia per tutti piena di sorprese belle.”

XXVIII puntata

“La vicenda di sfratti e perdita di casa che coinvolge Marco Castoldi, in arte Morgan, è tra il surreale e il patetico. Mi stupisce che il comune di Monza non intervenga, né trasformi la sua casa in una casa della musica. L’arte non è una questione di carta bollata e giudizi morali.”

XXIX puntata

“Il Premio Viareggio ha voluto stabilire, tramite l’ultimo Premio Opera Prima assegnato, che l’identità delle persone dipende dal sesso che hanno. L’identità di una persona è qualcosa di più profondo, non può dipendere dal colore della pelle o dalla provenienza razziale. Sono ragionamenti pericolosi che sfociano nel razzismo e aprono a considerazioni dell’identità di una persona secondo elementi secondari.”

XXX puntata

“Non è una notizia la crisi di governo in Italia.
La vera notizia è che è tornata in primo piano la politica, che per trent’anni era stata demonizzata.
La politica è importante, se non c’è, cosa rimane?
Paolo VI diceva: “è la forma più alta di carità”.

Quindi avanti con la politica per il meglio del paese e delle persone.“

XXXI puntata

“Preferisco una politica teatrale ad una asettica. La teatralità è un elemento che entra in gioco quando ci sono cose importanti. Le questioni sono talmente serie, in queste ore convulse della politica italiana, da provocare teatro. Quando non c’è scena e tutto sembra fermo e plumbeo, allora bisogna preoccuparsi.”

XXXII puntata

“Quando l’estate sta finendo si fa più acuto il senso del tempo come compito o sola perdita. La differenza del tempo che passa non è il tempo bello o brutto, ma deriva dal compito che hai, che dipende da ciò che ami, da ciò che vuoi affermare. Vuoi affermare te stesso, una ricchezza o che la vita vale la pena di essere vissuta?”

XXXIII puntata

“A proposito delle ultime vicende del governo politico, il PD, che era una grande forza popolare, si è fatto dettare l’agenda del governo da un clic, da un voto su internet. Al di là delle idee politiche, l’idea che la democrazia si possa sdoganare e che la società si possa governare con internet, è molto rischiosa.”

XXXIV puntata

“Per chi lavora veramente Giuseppe Conte?
Per la politica o per quello che lui ha chiamato, il nuovo umanesimo?
Di che nuovo umanesimo si tratta?
Cosa sta succedendo veramente?
Politicamente non è chiaro.”

XXXV puntata

“Abbastanza impressionante la quantità di Festival culturali che ci sono in tutta Italia. C’è una domanda molto forte da parte del nostro popolo di essere orientati sui grandi contenuti. Ma avere una cultura cosa significa? Cos’è la cultura?”

XXXVI puntata

“L’utilizzo di una bambina minorenne per rendere seducente il tema e problema del clima non è altro che un grande caso di pedofilia politica. A questo si è aggiunto l’invito del nuovo Ministro dell’istruzione a pre-giustificare gli alunni che andranno alla manifestazione.”

XXXVII puntata

“La Chiesa universale si sta trovando di fronte una sfida inedita: c’è un altro modo di pensare che si sta affermando, che concerne il tema dei diritti umani e l’ecologismo planetario. Si chiede alla Chiesa di aderire a questo nuovo modo di pensare su alcuni grandi valori condivisi. È questo che deve fare?”