Poesie

Poesie

I.
UNA FELICITÀ DURA, DI PIÙ GENERAZIONI
A Stubborn Bliss, Over Generations

1.

Voler bene a una persona
è un lungo viaggio -- --

rupi, cadute d’acqua e bui
improvvisi, dilatati
il chiuso di foreste,
lampi a volte
sul silenzio così vasto del mare

e strade sopraelevate, grida

viali immersi all’improvviso
in una luce sconosciuta.

Voler bene a uno, a mille, a tutti
è come tener la mappa al vento.
Non ci si riesce ma il cuore
me l’hanno messo al centro del petto
per questo alto, meraviglioso fallimento.

Sugli altipiani di ogni notte
eccomi con le ripetizioni e le mani rovesciate della poesia:
non farli stare male, sono tuoi, non farli andare via

Having affection for a person
is a long journey -- --

cliffs, water falls e sudden,
expansive darkness
the thick of forests,
flashes at times
over the sea’s such vast silence

and super-elevated roads, cries

avenues immersed suddenly
in an unknown light.

Having affection for someone, thousands, everyone
is like holding a map in the wind.
It leads to nothing but I’ve got this heart
right in the middle of my chest precisely
for this noble, wondrous failing.

On these upland plateaus, on any given night,
there I’ll be with the revisions and the overturned hands of poetry:
don’t let them suffer, they’re yours, don’t let them get away.

2.

Io non voglio diventare vecchio
perché lo sono già stato mille volte
e so già il buio e quella vile tempesta.

Ora che piango come vidi

pianger mio padre,
la stessa ruga e la testa
abbattuta, piena di sgomento,
imparo che la giovinezza non corre
nelle sorprese del sangue
ma nello sguardo che un vento
strappa da terra

per vedere in questo duro paese

l’infinita somiglianza tra Dio
e il viso di lei tutte le sere, i rami
nudi contro il cielo, il vino
fermo nel bicchiere...

I don’t wish to grow old
as I’ve done it a thousand times before
and thus darkness and that worthless rage are not new to me.

Crying now as I once saw

my father –
the same wrinkle and that head, lowered,
full of dismay –
do I realize youth runs not
in the wonders of blood
but in a look that the wind
tears from the world

in order to see night after night

in this hard land, the infinite resemblance
between God and her face,
as bare branches contrast the sky,
a still glass of wine...

3.

Sembra venire a volte

come opera del niente

il giorno

nei tram, nelle vetrinette
dei bar.

Non hanno sentinelle le nostre città,
chi veglia lo fa per mestiere
o per disperanza.

E il nemico nessuno

lo ha mai visto arrivare.

At times it seems the

product of nothingness

the day

spent on trollies or in café
showcases.

Our cities lack sentinels,
rather those who stay awake do so by trade
or out of distrust.

And the enemy, no one,

has ever seen him coming.

4.

Una felicità dura, di più generazioni

A Bruna, madre di mia madre

Aveva dentro racconti di cose mai
viste, sfollamenti, ritorni
mancati e altri, misteriosi,
dai geli della Russia.

E anni senza marito, due figlie

appese al collo sulle navi
tra Genova e l’Etiopia.

Aveva dentro uno spartito
con mille note che io
non ho mai sentito, una gran
copia di emozioni che chi di noi
ha mai vissuto...

Aveva negli occhi il ridere

d’avere conosciuto il suo uomo
davanti alla gabbia dei conigli
in un mattino aspro e gentile
quando lui salutò con due battute
volgarotte e celestiali.

Il suo uomo grande

partito prima di lei, servito
come un re

e come un bimbo poi

accompagnato fino all’ombra.

In lei,

gran madre,

era ospitale

anche il vago cenno

erano vere le apprensioni
persino l’ira che pungeva
a volte in fondo agli occhi.

Per il mondo?

Sì, per quello.

Ad ospitare ogni cosa
si soffre, molto.

Occorre

una felicità dura, di più generazioni.

A Stubborn Bliss, Over Generations

To Bruna, my mother’s mother

She carried within her tales
of things never before seen, flights en masse,
unmade journeys home and many other, mysterious things
from a frosty Russia.

Years gone by without a husband,

passing on ships in between Genova and Ethiopia,
two children clinging to her neck.

Within her a score
of a thousand notes
that I’ve yet to hear, a great page
of emotions that none of us has
ever lived...

In her eyes the smile of having

met her man
before the rabbit hutch
a gentle, acrid morning
when his greeting was but
a couple coarse and heavenly lines.

Her wonderful spouse, who anticipated

her departure, treated
like a king

like a child guided

into the shadow.

In her,

grand mother,

the most faint nod

was welcoming

her anxieties were real
even the rage that at times stung
her behind the eyes.

As for the world?

Yes, for it too.

To shelter each thing
one suffers, greatly.

It takes

a stubborn bliss over generations.

5.

Oceano, cucina

I

Verrebbe da dire: me la sono cavata,
fermo stanotte

al tavolo della cucina

mentre qui intorno nelle migliaia di appartamenti
come in strani cunicoli sospesi per l’aria

dormono tutti

e l’argento della pioggia finisce nel buio.

Verrebbe da dire:

me la cavo con l’affitto e sorrido ai miei debiti, ma
cos’è ancora questo vino luminoso
e violasangue che mi esce tra i denti,
le notizie come stelle terribili in mente

non si dissolvono i fantasmi d’amore seduti,
la luce sale, li sbianca,

sono il viso

di donne, le mani di stracci, carta pesta
e amici che si voltano nell’acqua degli anni.

Il mio amore non sta ancora fermo,
mi alzo ed esco in terrazza, il cuore è un puma
sulle alture, ho gli occhi di mio figlio,
stanotte è la prima notte del mondo.

II

Verrebbe da dire: me la posso
cavare.

Ma una volta mi fermai

sul molo di Stone Island
in un mattino splendido, ghiacciato
nel mezzo della corsa
della mia esistenza

– e sentii

tutta l’oscurità del mare,
l’enigma, il suo respirare

che arriva in questa cucina, in una città
italiana, nel silenzio spogliato,

ed è il vibrare del frigorifero

a trovare la stessa nota dell’oceano,

la luce del video

acceso a nessuno
rende a queste stanze un chiarore di fondale.

Verrebbe da dire: me la sono
cavata, ma non è mai detto e non è
nemmeno giusto da dire
se l’infinito un giorno

e molti giorni in una vita
ti tiene a visitare.

Ocean, kitchen

I

One might say: I’ve made it,
stationary tonight

at the kitchen table

while all around in thousands of apartments
like odd little burrows suspended on air

everyone sleeps

and the rain’s silver leads into darkness.

One might say:

I’ll make it with the rest and I’ll laugh off my debts, but
still what is this wine, luminous
and blood-purple, coming through my teeth,
news in my head like terrible stars

the seated ghosts of love don’t disperse,
the light rises, whitens them,

they are women’s

faces, tattered hands, papier-mâché
and friends turning in this torrent of the years.

My love cannot stay still yet
I rise and go to the terrace, with a heart like a puma
on the high ground, I have my son’s eyes,
tonight is the world’s first night.

II

One could say: I can
make it.

But I stopped once

on the jetty of Stone Island
on a splendid morning, icy cold
midway in the course
of my existence

– and I sensed

the sea’s utter obscurity,
the enigma, it’s breathing

that reaches this kitchen, in an Italian
city, in the bare silence,

and the refrigerator’s vibration

plays the same note as the ocean’s,

the video screen

illuminated for no one
offers these rooms an ocean floor’s glimmer.

One could say: I have
managed, it’s never a done deal and it’s
not even right to say
whether one day infinity

and many days of a lifetime
will pay you a visit.

6.

Bartolomeo

Quando anche tu ti fermerai in questo grande

autogrill e il viso stanco

vedrai rapido

sui vetri, sull'alluminio del banco,

sarà una sera come questa

che nel vento rompe la luce

e le nubi del giorno, sarà

un grande momento:

lo sapremo io e te soli.

Ripartirai


con un lieve turbamento, quasi

un ricordo e i silenzi delle scansie di oggetti,

dei benzinai, dei loro berretti,

sentirai alle tue spalle leggero

divenire un canto.

La felicità del tempo è dirti sì,

ci sei, una forza segreta

uno sgomento ti fa, non la mia

giovinezza che cede, non l'età

matura, non il mio invecchiamento -

la nostra vera somiglianza

è là dove non si vede.

Mio figlio, mio viaggiatore,

sarà il tuo inferno, la tua virtù

questo udito da cane o da angelo

che sente all’unisono il giro dei pianeti

e la pastiglia cadere nel bicchiere

due piani sotto, dove due vecchi

si accudiscono.

Sarà questo amore strepitoso

tuo padre, quello vero.

Fermati ancora in questo autogrill,

dal buio mi piacerà rivederti…

Bartolomeo

When you too stop in this great
motorway caff and see
your own exhausted face run
on the windows, on the aluminium counter,

it'll be an evening like this
that breaks up in wind the light
and clouds of the day, it'll be
a great moment:
only you and I will know.

You will set off again

slightly upset, with almost a stir
of memory and the separate silences
of the shelves of objects, the petrolpump men and their caps,
you'll feel behind your nimbly
becoming a poem.

The happiness of time is saying yes
you are there, a hidden power
gives you a shock, not my
maturity, not my growing old -
the real likeness between us
is in a place where it can't be seen.

My son, my traveller,
it's going to be your hell, your talent
this sense of hearing like a dog's or angel's
which picks up as one tune the swing of the planets
and the fall of a pill in glass
two storeys down, where two old people
are being cared for.
This very noisy love
will be your father, the real one.

Stay longer here in the motorway caff,
it'll please me in the dark to see you again…

7.

Adieu II

Se tu restassi qui
si potrebbe continuare la conversazione
e sulle mani che tieni in grembo
riposerei i miei occhi bianchi.

Tu saresti la quiete del mondo
e quel poco d'argine che sofferma
la piena…

Ma no, dicevi,
già via dal tuo stesso pianto
e dal mio, che principiava,

lasciando me e la mia casa
come due inutilità
per il tuo cuore da star -

Dio, che ami le star

non lasciare che vada in cenere
il suo passo

e il dolore inchiodamelo dentro
come un bene.

Adieu II

If you had stayed here
the conversation could continue
and on the hands that you hold on your lap
I would rest my white eyes.

You would be the word's calm
and the tiny dam which momentarily holds back
the full…

But no, you were saying,
already gone from your own grief
and from mine, which used to start things off,

leaving me and my house
like two useless things
for your heart to be -

God, you who love divas

don't permit her past to
turn into dust

and nail the pain into me
as something good.

II.
VISIONI DELLA VITA RAPITA
Visions of the raptured life

8.

E lei su, nel suo appartato

appartamento

sopra tutto il traffico di Milano
quando viale Abruzzi s’infila
nel gran Loreto
e un altro giorno si rompe nella sera
e il rombo si fa più fondo,
più cupo, meno umano,

lei

che fa i lavori, le cure

(le pulizie)

mentre vira la città
perpetua, implosa

lei che ha d’aria

ormai la fronte e le braccia
chiare

e si chiede se ritornano

i suoi figli e cosa e a che ora
uno con l’orecchio

e la giubba

arancio, smeraldo

l’altro

più alto, che mai dorme

e forse ruba

che ormai sfuma in segreto
in certe storie, certe pene.

Chi sa

se han mai capito, loro,
questa muta fedeltà di reietta
dal marito,

il suo curvarsi all’infinito

sul loro passaggio di iene

(le calze,

la maglietta)

mentre si strappano anche

gli ultimi fili
tra quella giovinezza senza pensiero
e una solitudine senza omaggio.

Chi sa

se han mai avvertito
il sospetto di un altro segno
avvolto nella fedeltà del sangue

o il fuoco di maggio

del suo bisbìglio d’ave Maria
mentre passa la mano sul panno
del letto

(ed è custodito il mondo

il mondo non va via).

Up there, alone in that isolated

flat,

she roosted above the bustle of Milan,
where the Abruzzi avenue
and famed Loreto meet,
and yet another day slips into evening
and the thunder
grows deeper, more sombre, less human,

she

who works, takes care

(the cleaning)

while the perpetually imploding
city turns

she who has,

with subtle grace, forehead and arms
so clear

she asks whether her children

will return and what and at what time
one with the earring

and an orange waste-jacket

emerald

the other,

of the taller one, who never sleeps

and steals perhaps

who by now vanishes secretly into
so many stories, so much pain.

Who knows

if they’ve ever understood, them,
the quiet faith of her forsaken
by a husband

bending herself forever

into their hyena journey

(the leggings

the knitted jersey)

while even the last threads

pull away
between that carefree youth
and a thankless solitude.

Who knows

if they’ve perceived, ever,
the intuition of another sign
wrapped in the loyalty of blood

or May’s fire

of a whispered Ave Maria
while caressing the wool bed
cover

(and the world is safe

the world remains).


9.

Cosa io di più

di lui

che chiuso nella branda ospedaliera
nel sudore si ribagna.
Cosa io

di più

di lui

che ha lo sbaglio, che ha la sera

(che ha lo sbaglio)

in volto
e la carne cagna...

Ora che qui la luce

è senza grazia, è ferro,
scherno, buca,

a che immagine, Dio,
a che intera somiglianza...

What more I

than he

closed in the hospital cot
steeped in his own sweat.
What

more I

than he

who carries the mistake, who has the night

(who he carries the mistake)

on his face
and that wretched flesh...

Now that this light offers

no grace, it’s iron,
derision, a hole,

to which image, God,
to which complete resemblance...

10.

A Giuseppe Ungaretti,
visto di notte alla televisione leggere "I fiumi"

Non ho fiumi io,
non ho mai vissuto sporgendo
il volto sull'acqua
che quieta o vorticosa
taglia la città, nobilita o nel gorgo
ruba via tutti i pensieri.

Non ho avuto

gradoni di pietra su cui disteso
perdere sotto il sole
il lume della mente, addormentando.

Ho avuto viali,

strade larghe, rumorose, il getto alto
di tangenziali,
braccia aperte di povera madre
vene da cui entra in città
ogni genere di roba.
Ho avuto viali d'alberi
o rapide vertigini tra l'acciaio di pareti
e vetro oscuro.

Il caos

Li rende identici, sotto la pioggia
sono l'inferno,

sono frenetici.

Ma la notte, quando cade

la notte
si ridisegnano,

viali nuovi

d'ombra e di solitudine,
quando li illumina il lento
collo dei lampioni e lo spegnersi
delle ultime réclame.
Si muovono allora leggermente,
ramificano, forse rotea un poco
tutta la città;

qualcuno finisce

in faccia a un castello, a una
cattedrale, altri smuoiono
sotto i fari arancio di un nodo autostradale -
i viali la notte respirano
con le foglie dei platani, larghe, nere,
le grate dei metro e l'aria nenia
che dorme sui bambini.

Tirano il fiato quando va

il passeggero dell'ultimo tram -

I viali mi danno

una vita speciale,
che non è pianto e allegria
non è, ma una ventosità,

un andare

ancora andare
che viene da chissà che mari,
da quali valli, da grandi fiumi.

To Giuseppe Ungaretti,
seen at night on Tv reading "Rivers"

I don't myself have rivers,
I've never lived learning out
with my face over the water
that still or eddying round
carves through the city, ennobbles or in whirls
steals away all its thoughts.

I've not had

flights or wide stone steps on which to lie stretched out
losing under the sunshine
the light of the intellect, dozing off.

I had avenues,

streets broad and full of noise, the high trajectory
of slip-roads,
those open arms of a mother who is poor
veins by which every kind of stuff
comes into town.
I have had avenues of trees
or blasts of vertigo between the steel of walls
and darkened glass.

The confusion

Makes them identical, under the rain
they amount to hell,

frenzy.

But at night, when night

Does fall
they are drawn again,

fresh avenues

of shade and loneliness,
when the drooping necks of lamp-posts
light them up and the switching off
of the last advertisement signs.
They begin to move then, very lightly,
they branch out, perhaps the whole city,
rotates a little;

somebody ends up

face to face with a castle or a
cathedral, others lose their tan
under the orange lamps of a motorway junction -
the avenues at night breathe
with the leaves of plane-trees, broad black fans,
with the grillet of the underground and the lullaby air
that sleeps over children.

They draw breath when

the passenger of the last tram goes -

The avenues give me

a special life
which is not tears and joy,
no, but a windy emptiness,

a sense of going

going on and on
that comes to me from who knows what seas,
what valleys, what great rivers.

11.

Seduto sui gradini di una grande
piazza italiana
mentre il buio se ne andava
e arrivava dal largo
il primo respiro del vento

lui ha veduto

venir l’alba sul tuo volto
(oh tu non sai cosa sia...)
e gli occhi stancarsi, abbellirsi.
Così ti ha potuta avere,

sua

ma infinitamente

Risalendo in auto
la fila di case a spiovente sul mare
gli dev’essere apparsa di fiamme,
il chiaro fuoco dei giorni
che ogni viandante d’amore
può intravedere.

Seated on the steps of a large
Italian square
as darkness slipped away
and the first breath of wind
come from afar

he saw

dawn emerge from your face
(no, you don’t know what that is...)
and your eyes grow tired, more beautiful.
Thus he managed to have you,

his

but infinitely.

Driving back up
the line of houses sloping to the sea
it must have appeared to him a blaze,
the transparent flame in the daytime
that only a wandering lover
can glimpse.

12.

Stupirai forse
oggi che ti dico

più niente di puro è nella mia vita

se non un punto ardente
che l’infedeltà ha levigato come un sasso marino.

E che non è la voglia di vivere.

Perhaps to your surprise
I’ll tell you today

there is no purity left in my life

if but a burning point
that betrayal has polished like a sea pebble.

And that this is not a will to live.

13.

Non cambia niente la poesia, niente, dici,
nel tempo,

la tua è un’opera matta.

Forse non lo dici nemmeno,
cambi rapida i trucchi
nella borsetta, passi
da una stanza all’altra senza guardarmi
nella luce della porta, in piedi, in canottiera.
Io ti amo in queste obiezioni, non hai
l’untuosa e vile tiritera
degli intellettuali. Hai la solare
ignoranza dei tempi.

Ti sbagli,

ribatto senza acrimonia
ti sbagli molto, i suoi gesti
sono un lavoro immenso –
ma non cercare un comizio,
una cerimonia di bandiere.
Non è mai, lei, in anticipo o in ritardo,

tratta

la materia più sottile,
non serve a stabilire
dove confina la virtù col vizio, lavora
la materia più sensibile.

Così penso

mentre vedo il volo di rondine
svanire contro il cielo
e là riavere inizio –

cambia lo sguardo lei,

lo cambia ora.

Poetry changes nothing, nothing, you say,
over time,

yours is a work of madness.

Perhaps you don’t even say it,
you quickly switch the make-up
in your purse, you go
from one room to the other without watching me
in the door’s light, standing, in a tank-top.
I love you in your objections, you don’t have
the unctuous and contemptible rigmarole
of an intellectual. You have a radiant
ignorance of the times.

You’re wrong,

I rebut without spite
you’re absolutely wrong, its gestures
are an immense work –
but don’t expect an assembly,
a flagwaving ceremony.
She is never early or late,

she handles

the subtlest of matters,
no use deciding
where virtue borders vice, she works
on the most sensitive of matters.

I think this

as I see the swallow’s flight
vanish against the sky
and there begin again –

she is changing her gaze,

she is changing it now.

14.

Carlotta

Tu sarai una donna
ragionerai come io
non ho fatto mai. Sarai me

ma porterai la gonna.

La notte avrà un’altra
dolcezza per te,
non sentirai questa asprezza
chiudendo le mani.
Anche le grandi piogge per te
saranno canzoni.

Sarai una donna, volgerai
molto amore, amore forte
come nel mare volge l’onda,
il tuo invisibile plancton
contro la morte fonda.
Ne avrai gli spasmi e il risalire
improvviso delle risa,
il pensiero sarà alla sera
una dolce fronda
sopra gli occhi.

Sarai un miracolo per tanti,
anche senza fare niente.

Una traccia

per chi non vede più le stelle.
Apparirai come tua madre, bella,

una scintilla.

Sentirò le tue mani piccole
per sempre giocarmi sulla faccia
come foglie che il vento
muove sulla terra.

E quando sarà finita la mia guerra
e mi sfuggiranno le parole
sarai il privilegio
di una canzone alta, che non muore.

Carlotta

You will be a woman
who thinks in a way
I never have. You will be me

​but in a skirt.

The night will bring you
a different sweetness,
you will not feel coarseness
in shutting your hands.
Even heavy rains will
be songs for you.

You will be a woman, you’ll offer
much love, strong love
the way a wave turns in the sea,
your invisible plankton
against profound death.
You’ll feel its throes
and a sudden laughter leap up,
thought will be a sweet
branch above your eyes
in the evening.

Without doing anything, you’ll
be a miracle to many.

​A trail for

those who no longer see the stars.
You will seem your mother, beautiful,

a radiant sparkle.

I will ever feel those little
hands playing on my face
like leaves pushed
over the ground by the wind.

And when my war will have ended
and words move beyond my reach
you will be the reward
of a loud, undying song.

15.

In seguito a una notizia riportata dai giornali sulla perdita di robot sul pianeta Marte

Su Marte muoiono i robot.
ce ne sono alcuni che passeggiano
da molto tempo lassù

ma dicono che un paio

abbiano rallentato
le trasmissioni, lanciato segnali
più sommessi, e niente infine
niente più.

Il loro corpo immobile

non sente più le stelle.
forse hanno appreso un'altra lingua,
hanno trovato un nuovo buio
che del tutto li stupisce.

Uomini

Con gli occhiali li scrutano
ai video,

li osservano

su sedie girevoli
dentro palazzi di vetro.

Avevano dato

nomi allegri, memorabili
e mandato comunicati stampa,
servizi in tivù davanti ai bimbi
col sangue tenero nel petto
e tra le mani i grandi e rossi
bicchieri della Coca.
Ma ora li ricordano appena, li
bisbigliano, li confondono.

Sono le uniche cose senza vita
In quel turbinio di vita oscura - -
non torneranno più.

Grandi solitudini della materia

Se avete un pianto, se avete
Un riso
sono io che lo sento,

è me

che insegue
mi cerca nella voce.
Non c'è materia definitiva,
dice uno captabile da chissà che radar,

non c'è

solo la storia, la storia
non è da sola.

In the wake of a new report on the loss of robots on the planet Mars

Robots are dying in Mars.
quite a few of them strolled about
up there for some time

but they say that two

slowed down
their transmissions, emitted
weaker and weaker signals, and nothing, in the end,
nothing more.

Their motionless bodies

no longer hear the stars.
could it be they learned another language,
found a new darkness
which leaves them astonished about everything?

Men

with glasses stare at
them on video screens,

observe them

seated on revolving chairs
inside glass buildings.

They have produced

happy, unforgettable names
and dispatched press communiqués,
Tv programs in front of kids
with gentle blood in their hearts
and large red Coke cans
in their hands.
But now they hardly think of them,
whisper about and confuse them.

They are the only things without life
in that whirlwind of dark life - -
they will never return.

Vast solitary expanses

if you utter a cry, if you
laugh
I'm the one who hears it,

it's me

that it follows
it searches for my voice.
there is no identifiable debris,
says a bip intercepted from who knows what radar,

there isn't

only history, history
isn't all there is.

16.

Il terzo figlio

Battista chiama dentro il buio dal suo
lettino:

babbo, cinque

sei volte, è

tranquillo chiamando,
pensa
in un pensiero bolla di bambino
che io sto arrivando

alla settima la voce

ha un tremito, alza di tono, piange
poi cade forse addormentato

e io supplico la tenebra

in piedi, a torso nudo, fermo in corridoio
nella casa che inclina verso la notte

tienilo, tienilo sempre
nelle prime cinque sei volte che chiama
non fargli incrinare la voce

non si senta mai perso, tra dieci
o mille anni,

solo

nell’universo.

The Third Born

Battista calls out in the dark from his
crib:

daddy, five

six times, he’s

calm as he calls,
he thinks
in a child’s thought bubble
that I’m on my way

by the seventh his voice

quivers, raises its tone, he cries
then falls perhaps into slumber

and I beg the darkness

standing, bare-chested, still in the hallway
in this house that leans toward the night

hold him, hold him always
in the first five six times that he calls
don’t let him strain his voice

that he never feel lost, in ten
or one thousand years,

alone

in the universe.

17.

Spanish Harlem

Riparaci da questo frastuono
per il resto della notte riparami

mi diceva stringendo le mani
non lasciarmi andare via

anche lei

ha l'apocalisse negli occhi belli
tutto quello che ho amato
e una croce nella gola -

poi al mio sguardo s'invola

bruciano sull'asfalto bagnato di pioggia
le lame della notte,
i cavalli di luce che fuggono
le danno un manto di fiamme, regina
e così magra, sola

Spanish Harlem

Shelter us from this din
for the remainder of the night shelter me

she said squeezing my hands
don’t let me go away

she too

has apocalypse in her lovely eyes
all that I have loved
and a cross against her throat -

then she flies from my sight

burning in the rainsoaked pavement
the night’s blades,
the luminous horses that flee
they give her a cloak of flames, a queen
and so lean, alone

18.

New York

A Oonagh S, traduttrice

I

Central Park, fine autunno, alberi
di seta elettrica e color sangue
nel freddo azzurro del cielo che salgono
si aprono

poi piano che si spengono,

ombra

che sta venendo, aria
che si oscura.

E inizia a splendere la corona
ghiacciata dei grattacieli
sulla folla più cupa nelle strade.

Io chiedo a Oonagh: perché tieni i capelli così,
grigi a trent’anni.
Ma lei ballando muove la cenere della testa
e gli occhi celesti impensabili
fa un cerchio magico
a Manhattan, fa di sé un incendio
e apre braccia, remi, ali

nell’oceano delle voci della sera.

Senti che grida di barche invisibili.
Nella baia nera.

II

Cosa succede in questa poesia?

succede

che ti vedo aprire
il frigorifero e in quel bagliore
sul viso ecco i ventagli luminosi, il tempo

e ti vedo un po’ bevuta
e disperata in modo fantastico
lanciare dalle gallerie della casa
dove dormono le tue bambine
il richiamo che dirama nella nebbia:

«sono solo una donna che passa le voci
di bocca in bocca, solo
una traduttrice con le sue figlie,
lasciate l’ira che rade
le parole dal viso, lasciate o ci farete tutti
morire»

e mentre tace il buio di alti cristalli di banche
e l’ombra in grandi moschee, in uffici deserti

viene la risposta da un punto invisibile del porto
o da che battello, da che vagone
che trema nella sera su una pianura d’Europa
o da un uomo solo al volante,

sirene lunghe che si cercano,

le voci di chi non si vede

in questo viaggio di sete, di appunti
strappati su biglietti,

di riconoscenza...

New York

A Oonagh S, traduttrice

I

Central Park, autumn’s end, trees
of electric silk and blood hues
in the sky’s cold blue that rise up
proffer themselves

then slowly relent,

shadow

in its becoming, air
as it dims.

And it starts, the frosty crown
of the skyscrapers,
to glisten on the more somber throng in the streets.

I ask Oonagh: why is your hair like that,
grey at thirty.
But, dancing, she moves her head’s cinders
and those inconceivable azure eyes
she forms a magic circle
in Manhattan, she sets herself ablaze
and opens arms, oars, wings

into the ocean of the evening’s voices.

Listen to those shouts from invisible boats.
In the dark bay.

II

What’s happening in this poem?

it happens

that I see you open
the refrigerator and in that flash
on your face suddenly there are luminous fans, time

and I see you a bit tipsy
and wonderfully desperate
as you cast from the corridors of the house
where your little girls sleep
your cry that emanates in the fog:

“I’m just a woman who passes voices
from one mouth to another, just
a translator with her daughters,
let go of the ire that cancels
words from your face, let go or you’ll be the
death of us”

and while all hushes in tall glass-paned banks
and there’s a shadow in imposing mosques, in empty offices

the reply comes from an invisible point in the harbor
or from some barge, from some rail car
rattling through the night over a European plain
or from a man alone at the wheel,

drawn out sirens seeking each other,

the voices of the unseen

on this journey of thirst, of notes
scattered over tickets,

of gratitude...

III.
IN QUEL CHE TI SOMIGLIA E NON TI SOMIGLIA
In that which resembles you and in that which does not

19.

Ti vedo ti vedo
forsennatamente, riappare
come uno stormo dal vuoto bianco del cielo
l’imprevisto che dà amore alla mente

ti vedo nel ridere di qualcuno
che si accende
nel buio dei portici,

in una spalla

solitaria di ragazza
dietro i vetri del tram,

ti vedo un attimo dopo
questa tua giovinezza, mentre
entri nelle grandi gallerie del tempo

ti vedo in quel che ti somiglia
e che non ti somiglia.

I see you I see you
with all reason lost, reappearing
like a flock out of the sky’s empty whiteness
the unforeseen that offers love to the mind

I see you in someone’s laughter
that ignites
in the colonnade’s darkness,

in a girl’s

solitary shoulder
behind the tramcar’s windows,

I see you a moment later
this youth of yours, while
you enter the great tunnels of time

I see in that which resembles you
and in that which does not.

20.

Dove sei mentre ti perdo
dove sono mentre ti perdo

O amen dei tuoi occhi chiusi,
attenuazione del respiro

dove sei mentre ti guardo

bellezza che non riesce
a credere a se stessa,

dolce bilancia del tuo seno,
e oblìo, sbarra ferma
della luce, riapparire sopra l’acqua
delle stelle vive ieri.

Magnete dei miei sogni
duro grido della sera,

amore disperato dell’amore
dove sei mentre ti perdo
dove torni mentre ti guardo
dove sono mentre ti perdo...

Where are you while I lose you
where am I while I lose you

Oh your closed eyes’ amen,
attenuated breathing

where are you while I watch you

beauty incapable
of believing in itself,

your breast’s sweet balance,
and oblivion, steady bar
of light, a reappearance of yesterday’s living
stars above the water.

Magnet of my dreams
loud yelling in the evening,

love’s desperate love
where are you while I lose you
where do you return while I watch you
where am I while I lose you…

21.

Verso Sansepolcro

Forse Piero della Francesca girando lo sguardo
aveva già negli occhi

la seta infiammata dei video

il viso a lapis dei morti al notiziario
la folla scura di ragazzi per le vie nelle notti
in cui si cerca luce per il cuore nero e viene
un bagliore di accendino, un lume
azzurro di telefonino,
e le strade a onde nel buio
contro il parabrezza
la solitudine di una mano aperta sulle vetrate
al piano numero novanta –
forse aveva già anche il nostro sguardo
per riuscire a vedere in questa luce Sansepolcro
ferma nelle sue ocre, nel bruno aperto dei suoi campi
e tremante per il mare che viene
dalla valle del Trasimeno e del Metauro,
da un lato Urbino, di là Firenze

la resurrezione come un movimento
già iniziato nelle cose -- --

La vita cerca un corpo, lo sa

più di ogni altro il giovane pittore
che ha la febbre bianca,
lo implora il volo che si perde
nella sera, e il rimpianto
che fa soffiare con veemenza le parole contro il muro.

Piero che guarda Gesù e Gesù
che guarda Piero
la resurrezione è un faccia a faccia
tra Dio e il suo pittore,

e lo sguardo del ragazzo è un ventaglio
fino a noi che sulla superstrada
sostiamo ancora in quel girarsi
e quasi non si crede

a com’è serena questa valle

al fuoco che è nell’aria

e a come è chiaro qui,

così chiaro il vento

Towards Sansepolcro

Perhaps Piero della Francesca, turning his gaze
possessed already in his eyes

the blazing silk of the videos

the sketched face of the dead on the news
the sombre teeming of youths in the streets at night
where one seeks illumination for a dark heart and gets
a lighter’s radiance, a cellphone’s
blue glow,
and swaying roads in the night
against the windshield
the loneliness of a hand pressed onto glass panes
on the ninetieth floor –
perhaps even then he possessed our gaze
in order to perceive Sansepolcro in this light
poised in its ochres, in the open dusk of its fields
and quivering from the sea which comes
from the valley of Trasimeno and the Metauro
to one side Urbino, over there Florence

the resurrection as a motion
already initiated in things -- --

Life seeks a body, this

more than any other knows the young painter
with his feverish clarity,
entreating him is a flight that fades
into the evening, and the sorrow
that makes words vehemently buffet the wall.

Piero watches Jesus, and Jesus
watches Piero
the resurrection is a face-to-face
between God and his painter,

and the lad’s glance a hand fan
unfolding towards us on this highway
as we pause still in that winding
and one might not believe

how serene this valley is

the burning in the air

and how clear it is here,

so clear this wind

22.

I

Conoscere il respiro, esattamente
è l’occupazione degli amanti

toccare

l’acqua misteriosa
del volto silenzioso

dire mio

amore come dire niente

la impaziente luce delle dita
quel che trema e non smette
di tremare.

II

Conoscere

il respiro del giorno, quel che dirada
nella sera
è ansia dolce

l’oro buio, il nada

l’ombra infiammata

dei volti che si toccano –

e brucia via l’ipnosi
dei cerchi d’orologio.

Non alzate le braccia
contro l’arrivo delle sere, la luce pura
esclamativa delle stelle.

Amare è l’occupazione
di chi non ha paura.

I

To recognize breath, that is precisely
the job of lovers

to touch

the mysterious water
of a silent face

to say my

love as if saying nothing

impatient, the light of fingers
that trembles and can’t stop
trembling.

II

To recognize

the day’s breath, that which dissipates
into the evening
is sweet longing

the dark gold, the nada

the enflamed shadow

of faces that touch each other –

and away burns the hypnosis
of watch dials.

Do not lift your arms
against the coming of the evenings, the pure,
exclamatory light of stars.

Loving is the occupation
of the fearless.

23.

Guardando la tv, le 4

a T.

Ehi Elvis, gonfio
e appannato per l’ultimo concerto alle Hawaii
quando via la cintura, la fibbia
da faraone, i lustrini diventati
migliaia di accendini, intoni
my way fatto solo di voce, amore e lamento -- --

So che piace anche a lei questa canzone.
Viaggiando con me in auto una sera
con altre persone mi disse soltanto:
dove l’hai trovata. E com’era sola,
guardava il buio fuori, intendeva dire:
dove l’hai trovata tutta questa vita...

Watching the TV, 4 o’clock

for T.

Hey, Elvis, bloated
and foggy from the last concert in Hawaii
when off with the belt, the buckle
like a Pharaoh, the sequins become
thousands of lighters, made of
voice, love and lament you intone ‘my way’ -- --

I know that she too likes this song.
Traveling with me by car one evening
with others along she said simply:
where did you find it. And how alone she was,
keeping an eye on the darkness outside, she meant to say:
where did you find all of this life...

24.

Aver vissuto con duri lampi

Aver vissuto così
con l’inimicizia del sangue, il capo
battuto da desideri morti,
con questo lupo nel ventre, le bianche
sciabole negli occhi, la tirannia
di corde del vento sulla schiena,
aver vissuto così, con lo spegnimento
di ogni morale come
e la mente che vanisce
come luce su un video che va via.

Aver vissuto da certamente
santo e da istupidito
per il dolore, con il bicchiere
fermo come un bambino dentro la notte,
un gancio in bocca
sentendo che si vuota
tra le costole anche il fiato.

Aver vissuto con duri lampi
nelle vertebre, sotto l’andare
rapido del cielo
e nelle luci gelide che di notte
danno sulla strada
le vetrine dei fast food
e per un attimo negli occhi.

A san Paolo venne detto

ti basti la mia grazia,
perché la forza
nella debolezza s’è compiuta.

Michelangelo depose

gli arnesi ai piedi dell’opera ultimata
e pianse davanti a una rivelazione.

Milano al mattino

rovescia pioggia
e a volte un sole non avvilito
sugli alberi e le case. –

Ma chi

ogni notte nelle mani trattiene
il delirio del buio
e chi trema per il piagnisteo
che corre i tunnel vuoti
della metropolitana?
Aver vissuto

toccando

dovunque Dio, il suo
muso di tigre, il suo sguardo
di donna che ha partorito.

Having Lived with Relentless Lightning

Having lived like this
with hostility in my blood, a head
beaten by dead desires,
with this wolf in my belly, the white
sabers in my eyes, the tyranny
of the wind’s bows playing my back,
having lived like this, with the extinction
of the concept of any morality
and the mind that empties
like light on a video screen that turns off.

Having lived certainly as
a saint and as one dazed
by pain, with my glass
still as a baby within the night,
a hook in the mouth
feeling that even my breath spills
out through my ribs.

Having lived with relentless lightning
in my vertebrae, under the rapid
movement of the sky
and in frozen lights that at night
shine over the road
the fast food display windows
and for a moment in my eyes.

To Saint Paul it was said

for you my grace should suffice,
as strength
in weakness was fulfilled.

Michelangelo lay

his tools at the foot of his finished work
and cried before a revelation.

Milan in the morning

pours out rain
and at times an undiscouraged sun
over the trees and the houses. –

But who

each night in his hands holds back
the dark’s delirium
and who trembles at the whimpering
that runs through empty subway
tunnels?
Having lived

touching

God everywhere, his
tiger face, his gaze
of a woman who has given birth.

25.

Film

Ti ho rivista piccolina
nei filmati di famiglia,
la tua prima festa. Eri
quasi niente.
Ma riconosco a memoria
i gesti delle mani e il modo
di volgere la testa.

Il tempo e l’amore sono fatti dello stesso onore.

Perdona allora mille volte e ancora
mille il volto buio con cui rientro
la testa e il sangue sfatti di tormenti,
perdona se guardo il muro
mentre ti addormenti...

Film

I saw you again as a little girl
in some home movies,
your first party. You were
a wee thing.
But from memory I recognize
those hand movements and the
turn of your head.

Love and time are fruits of the same dignity.

So pardon me a thousand times and still
another thousand for my dismal countenance that carries me home
my head and blood undone with torment,
pardon me for staring at the wall
as you fall into slumber...

26.

Lei dal Camerun

Trattami con onore

diceva

o le mormorava la pioggia
sulla bocca in un leggero
impasto,

trattami,

ricordati che vengo dal fiume, anzi,
guarda, presto:
la posa non ho di nessun récit,
tengo le mani sul ventre, le uniche
mani, l’unico ventre,

non diceva più niente

nella sera di bellezza che aveva
io vidi venire una notte bruciante,
– ricordami con onore,

ho scritto anch’io

il mio nome su un biglietto
del tram e folgorato per sempre
in una fermata del tempo.

Trattami con l’onore

che nessuno sa più,
trovalo nel mio sperduto
amore,

cercalo senza sorridere,

credilo almeno tu.

She from Cameroun

Treat me with dignity

she would say

or the rain might have murmured it
on her mouth a bit
pasty,

treat me,

remember that I come from the river, better still,
look, quickly:
my pose is not out of some novelette,
I keep my hands over my belly, my only
hands, my only belly,

then nothing more to say

in the evening of her beauty
I saw a burning night come,
– remember me with dignity,

I too wrote

my name on a tram
ticket and glared forever into
time at a bus stop.

Treat me with a dignity

that nobody knows today,
find it in my wandering
love,

seek it without smiling,

at least believe in it.

IV.
POSSIAMO SOLTANTO AMARE
We can only love

27.

In conspectu mortis

E non della mia
ma della tua
che più
mi toglie

In conspectu mortis

Not so much by mine
but by yours
am I
subtracted

28.

Le donne sono il tempo degli uomini,
i loro nomi un vento che raramente
si posa, il bacio è nella memoria
la rosa che non declina.

Il loro volto è una fiamma di anni,
la ruota del sole che rallenta, sono la storia,
l’andatura contraria
alla trafila bassa di ogni mattina,
il controtempo che oscuro
batte nel sangue.

Ogni volta
il mio baciamano immaginario
è una forte cortesia,
quasi uno sgomento:
la loro bellezza è il tempo,
il battito d’eterno nell’ora che va via.

Women are men’s time,
their names a wind that rarely
settles, the kiss recalled
a rose that does not wane.

Their face is a ages-old flame,
the sun’s wheel that slows, they are history,
a movement contrary
to the trivial process of each morning,
the dark syncopation
pulsing through blood.

On every occasion
my imaginary hand-kissing
is a powerful courtesy,
almost a fright:
their beauty is time itself,
the eternal ticking in the now that leaves us.

29.

L’amore all’inizio e alla fine non è
un sentimento

ma nel tuo arrivo una furia

immobile, occhio dei cicloni, il sogno
dello sguardo fossile
spaccato sotto l’ambra
disporsi delle stelle
in aria e sul tuo viso -

un giudizio universale ad ogni passo.

I sentimenti cambiano, non la lotta
tra la vita che cerca la vita
e la vita che cerca la morte.

Amore, tienimi forte, lo senti?

muto urla nelle strade d’Italia
e di quel che l’Italia sta diventando
tra i lampi del sangue e maleducati
camerieri
qualcosa che non sa il tuo nome, e

come un assassino, né occhi né ieri
sfiora e avvelena tutti i nomi del giorno.

Ma tu amore all’inizio e alla fine
richiama il vento, inventa le vie del ritorno
non lasciare deserte di te queste piazze

le mani sulle culle, le auto
in colonna contro il sole
e le poesie e le donne, queste pazze

Love at its start and at its finish is not
a sentiment

but in your arrival a restless

fury, eye of cyclones, the dream
of a fossilized gaze
smashed under amber
arrangement of stars
in the air and on your face -

each step a last judgment.

Sentiments change, but not the struggle
between the life that seeks out life
and the life that seeks out death.

Love, hold me tightly, can you feel it?

muted, howling in the streets of Italy
and in what Italy’s becoming
among blood’s scintillas and rude
waiters
something that knows not your name, and

like a killer, no gaze nor yesterdays
grazes and poisons all the day’s names.

But, love, at the start and at the finish,
call out to the wind, invent new paths of return
don’t leave the these plazas deprived of you

hands on cribs, cars
aligned against the sun
and poems and women, these crazy women

30.

In seguito alla notizia di un rogo avvenuto in un appartamento una notte di fine 1999 nei dintorni di Milano.
Una signora, visto che non c’era scampo, prima di cadere vittima del fuoco, ha gettato il figlio di dieci anni dal quarto piano, avvolto in una coperta, purché si salvasse.

Cosa c’era là fuori,

che vuoto

o che cielo in quel vuoto,

che notte

il fuoco
tirava giú tutto

e rompeva

togliendovi il fiato.

Cosa c’era dove hai lanciato

il tuo bambino

il vuoto

del quarto piano, o che vento, che fiato
che oro, che affido di vita nel buio
per salvar lui

via

via, in un respiro.

E mentre lui cadeva

tu bruciavi maternamente.

Ma le tue braccia alla finestra
prima di tornare al carbone e alla memoria
furono comete,
ponti di Brooklyn d’amore
nella notte in periferia di Milano.

E io te le ho prese,

signora, lascia le braccia
a questo ballo lontano,
alla musica che io e te
da due sponde nell’ombra per sempre sentiamo.

In response to the news of a fire set ablaze in an apartment house one night at the end of 1999 somewhere around Milan.
A woman, seeing there was no chance for escape, before falling victim to the flames, threw her ten year old child from the fifth floor, wrapped in a blanket, so that he might be saved.

What was outside, there

what nothingness

or what a sky in that nothingness,

what a night

the fire
pulled down

destroyed everything

stealing your breath.

What was there where you hurled

your child

the nothingness

of the fifth floor, oh what wind, what breath
what gold, what trust in life itself in the dark
but to save him

away

away, in a breath.

And as he fell

you burned maternally.

But your arms on the windowsill
before turning back to carbon and in a recollection
were comets,
Brooklyn bridges of love
in the night outside of Milan.

And I have taken them from you,

lady, leave those arms
to this faraway dance,
to the music that I and you
from two shores in the shadows eternally share.

31.

*

La notte è piena, vedi come
questa notte è piena di fuochi

stelle cadute nelle gole

o sui pendii, ai margini della città, pianure…

Passami una mano sugli occhi,
amore,

quasi distinguo più

i bagliori la notte dimmi,
sono casuali, roghi d’abbandono

o sperduti cerchi di festa?

televisori accesi
in bivacchi di sentinelle

o invasori accucciati

che fiutano nel gelo
e maledicono la bella testa
della luna…

Li innalza nel vuoto
una disperazione d’uomini?

o ancora fuochi di qualche officina…

**

E là

nella grande aria del mare
sono falò per i naviganti
o contrabbando?

un astro a cadere

o riflessi sulle lenti
di predatori…

Com’è piena di fiamme la notte, amore
tienimi una mano sul petto.

Cosa sta iniziando

cosa sta scrivendo

il fuoco in tutto il buio che c’è?

*

The night is full, see how
this night is full of fireworks

fallen stars in gorges

or on cliffs, at the edge of the city, plains...

Stroke your hand over my eyes,
love,

I still almost discern

the flashes the night tell me,
are they random, pyres of abandon

or scattered circles of merriment?

tuned in televisions
in sentry camps

or hunkered invaders

who sniff in the bitter chill
and curse the moon’s
lovely head...

Does a sort of human desperation
lift them into the void?

or at least the fireworks of some workshop...

**

And there

in the sea’s great air
are the bonfires for sailors
or contraband?

an astral body falling

or reflections on predators’
lenses...

How full of flames this night, love
keep a hand on my chest.

What can it be initiating

what can it be writing,

that fire in all of this darkness?

32.

E poi voltando in moto sulla curva
che mette sui crinali, il figlio più piccolo
attaccato alle spalle, viene
il buio della valle - un istante
di respiro interrotto e
inizia il miracolo minimo, incantato
le lucciole

- sfiorano i cespugli, i lunghi rami oscuri
ridono gli occhi e tace
il puma del mio cuore

non avrò ricchezze da lasciarti
ragazzino che porterai il mio nome e quello
di mio padre, ma quando
c'è una curva da fare e non sai
cosa ti può aspettare
prepara gli occhi, prepara il cuore

il mondo non è solo quel che più forte
appare, più forte grida
più a fondo tira, stai attaccato
bene alle mie spalle e poi
quando la mia figura
sarà un albero nella notte guida tu
al cielo attacca la tua fronte,
offrigli gioia, ira, pianto

- non c'è curva senza sorpresa da scoprire
e ora che le mie stanno finendo
è bello trovarsi a un nuovo inizio
così dolce e tremendo, nelle notti
mentre tu sorridi le lucciole ammirando....

A Clemente

And after taking the curve that
leads up to the ridges, my youngest son clinging
on the back of my motorcycle, there is the valley’s
darkness - an instant
gasp of breath and
that teensy enchanting miracle begins
the fireflies

- bushes brush past, with long shadowy branches
our eyes smile and the puma
that is my heart calms

I’ll have no riches to leave you,
little boy who will take my name and
my father’s, but when
there’s a curve to take and you don’t know
what could await you,
brace your eyes, brace your heart

the world is more than what it most
appears, the louder its bluster
the more it drags under, cling
tightly to my shoulders and then
when my form
becomes a tree in the night, your turn to drive
keep your visage clinging to the sky,
offer it your joy, your rage, your tears

- no curve comes without a surprise to unveil
and now that my curves are ending
it’s a treat to be at a new beginning,
so sweet yet daunting, on those nights
while you smile, admiring the fireflies…

to Clemente

33.

Possiamo soltanto amare
il resto non conta, non
funziona,

al mattino appaiono

la tazza, il vecchio pino, le zolle umide, fumo
dell’alito mentre apri l’auto
nel gelo. Potevano non apparire, non arrivare
più qui, alla riva degli occhi. E l’estate
c’era, c’è nella calda bruna memoria
dei rami tagliati,
i visi diventano ricordi

le voci gridate stracci silenziosi –

i denti conoscono il sapore
del niente, e l’oblio che ha portici
e portici infiniti.

Possiamo soltanto amare
strappandoci felicemente figli dalla carne
parlando d’amore continuamente
ubriachi, feriti, vili
ma con gli occhi lucenti come laser
di fiori splendidi
e il canarino nel palmo della mano.

Mormorare come dare baci nell’aria.

Il rametto profumato non si raddrizza
con i colpi della nostra ira, lo sguardo
di tuo figlio non perde il velo di tristezza
se glielo togli mille volte
dal viso…
Possiamo soltanto amare
fino all’ultimo nascosto spasmo
che nessuno vede
e diviene quella specie di sorriso
che si ha nell’abbraccio finalmente
di morire come scendendo nell’acqua.

Le stelle a miriadi saranno testimoni, e i venti
passati una volta accanto
sulla gioia profonda delle ossa
diranno: era fatto di allegria, amava,
oppure non diranno niente e poi niente
per sempre.

Possiamo soltanto amare,
il resto è il teatro amaro
dell’impotenza sotto il sole giaguaro.

We can only love
the rest is broken, doesn't
count,

appears in the morning

the teacup, an old pine, damp clods, smoke
your breath as you open the icy
car. They might as well not have appeared, not arrived
on the shores of our eyes. And the summer
existed, exists in the warm brown recollection
of pruned limbs,
faces become memories

voices, you cry silent rags -

teeth know what nothing
tastes like, and the forgetting: porticoes
upon infinite porticoes.

We can only love,
tear children happy from our flesh,
speak constantly of loving
drunk, wounded, vile
but with eyes bright as lasers
made of exquisite flowers
the canary in the palm of the hand.

To murmur like kissing the air.

The fragrant sprig doesn't straighten
under the blows of our anger, the gaze
of your son doesn't lose its layer of sadness
though you remove it a thousand times
from his face...
We can only love
until the last hidden spasm
that no one sees
becomes a kind of smile
like in the final embrace
of dying, of descending into water.

The myriad stars will witness, and the winds
that passed once beside
the deep amusement of your bones
will say: he was comprised of happiness, he loved,
or else they'll say nothing, and again endlessly
nothing.

We can only love,
the rest is the sour theater
of our powerlessness
under the jaguar sun.

All poetry translated by Gregory M. Pell

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